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Introduzione
di Giovanni Iamartino

Nel panorama della produzione editoriale per lo studio dell’inglese, il DAI (Dizionario di apprendimento della lingua inglese) si propone come un testo innovativo per due motivi essenziali e qualificanti: è, in primo luogo, un dizionario per l’apprendimento, non un reference work destinato a essere consultato di tanto in tanto per controllare la grafia di una parola o il significato di un’altra, ma un pratico strumento di lavoro che vuole accompagnare costantemente l’insegnamento e l’apprendimento della lingua inglese; in secondo luogo, è un dizionario finalizzato allo studio della lingua inglese da parte degli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado, ed è dunque molto più attento alle loro conoscenze e necessità di quanto non facciano altri dizionari, magari analoghi per dimensioni ma rivolti a un pubblico più ampio e indifferenziato.

Dalla natura del DAI come dizionario di apprendimento della lingua inglese mirato ai giovani studenti della scuola italiana di base, discendono tutte le novità contenutistiche e formali che qualificano quest’opera. Innanzitutto, la composizione del lemmario è stata condotta tenendo presenti modernissimi repertori computerizzati che raccolgono le parole inglesi di massima frequenza, senza trascurare il lessico contenuto in un’ampia serie di manuali di lingua inglese per la scuola primaria e secondaria di primo grado, oltre a tutte quelle parole che l’esperienza dei lessicografi riconosce diffuse nei discorsi e nelle attività quotidiane dei giovani alunni. Per facilitare la ricerca e il reperimento nel DAI delle parole derivate e composte, queste costituiscono solitamente dei lemmi a sé; fanno eccezione quei composti formati da due parole scritte staccate ma il cui significato è tanto strettamente legato a quello del loro primo elemento che si è preferito inserire tali composti sotto il proprio lemma di riferimento (ad esempio, queen mother sotto queen) evidenziandoli mediante un segno speciale (un grosso punto nero – vedi la Guida per la consultazione). Sempre come aiuto alla consultazione, e per favorirne l’apprendimento, sono stati elencati come lemmi indipendenti il passato e il participio passato dei verbi irregolari e tutte quelle parole (plurali irregolari di sostantivi, verbi ausiliari e modali, comparativi e superlativi irregolari, pronomi ecc.) non facilmente riconducibili alla forma base lemmatizzata.

Ogni parola è subito accompagnata da informazioni circa la sua pronuncia e la sua natura grammaticale. In primo luogo in molte voci compare l’icona dell’audio, cliccando sulla quale si può ascoltare il lemma pronunciato da uno speaker madrelingua; a fianco si trova l’indicazione della pronuncia, che, ispirata alle norme dell’Alfabeto Fonetico Internazionale, intende avviare il giovane studente a familiarizzarsi con l’unico modello di trascrizione fonetica che potrà davvero aiutarlo a padroneggiare le difficoltà di pronuncia della lingua inglese. Mentre ascolta la pronuncia di una parola, l’allievo potrà ancora più facilmente memorizzarla grazie alla visualizzazione immediata dei simboli fonetici che la rappresentano. Di immediata comprensione, perché del tutto prive di abbreviazioni e di ostica terminologia, sono invece le qualifiche grammaticali (vedi la Guida grafica per la consultazione).

Così corredata, ogni parola inglese – o, meglio, ogni voce lessicografica – è accompagnata da uno o più equivalenti italiani; se la voce inglese ha diverse accezioni di significato, queste sono distinte numerando progressivamente la serie degli equivalenti in italiano. Equivalenti e accezioni vengono elencati in base alla frequenza d’uso ma soprattutto tenendo conto delle diverse distinzioni di significato operate da ciascuna delle due lingue.

Qualità fondamentale e distintiva del DAI è l’attenzione agli esempi, che sono numerosi, tutti costituiti da frasi compiute, e tutti accompagnati dalla traduzione in italiano. Gli esempi assommano in sé caratteristiche diverse ma ugualmente importanti: innanzitutto, mostrano l’impiego della parola oggetto di analisi in un contesto linguistico autentico, poiché fondato sulla lingua d’uso corrente, e in riferimento extralinguistico a un “mondo” reale e interessante perché ispirato da una parte alla quotidianità dell’ambiente familiare e scolastico in cui vivono i giovani alunni, e dall’altra alla novità della realtà fisica, sociale e culturale dei Paesi di lingua inglese; secondariamente gli esempi, illustrando il significato e l’uso della parola in una frase compiuta, ne rivelano eventuali peculiarità sintattiche e tipiche collocazioni; infine, gli esempi sono stati opportunamente scelti per mettere in luce quei meccanismi che spesso creano difficoltà agli studenti di madrelingua italiana, difficoltà pure evidenziate dalla traduzione degli esempi stessi. Inoltre, opportuni accorgimenti tipografici, come sottolineature e neretti, segnalano ovunque sia necessario gli aspetti contrastivi delle due lingue.

La natura del DAI come dizionario per l’apprendimento della lingua inglese si manifesta in modo più che mai evidente nelle rubriche che accompagnano molte voci e sono visibili agli utenti registrati: redatte in un linguaggio semplice, naturale, non formalizzato, troviamo avvertenze sull’uso particolare di certe parole – per quanto riguarda l’ortografia, la pronuncia o il significato – oppure sugli errori tipici degli italiani e su cosiddetti “falsi amici”, note grammaticali, sinonimi, contrari, varianti dell’inglese americano, informazioni di civiltà e, infine, link ad altre parti del dizionario.

I disegni hanno soprattutto lo scopo di aiutare gli studenti a cogliere e memorizzare la ricchezza o l’ambiguità semantica di molte parole inglesi.

Ulteriori sussidi per l’apprendimento linguistico sono le tavole lessicali (dei colori, dei giorni della settimana ecc.) e le tavole grammaticali (sugli articoli, sul plurale dei sostantivi ecc.).

Tutta questa ricchezza di materiali e informazioni linguistiche fa del DAI on-line molto più di un semplice strumento per la ricezione (ossia la comprensione) della lingua inglese, in quanto costruisce delle basi sicure anche per la produzione linguistica; proprio per questo motivo, non vi è una vera e propria sezione italiano-inglese nel dizionario ma è presente una funzione di ricerca che, a partire dai traducenti, indirizza gli alunni verso i corrispondenti lemmi inglesi.

Come si vede, tutto nel DAI è finalizzato all’apprendimento della lingua inglese. Il percorso assolutamente innovativo del DAI parte dalle parole per guidare progressivamente gli alunni a impadronirsi delle strutture di base della lingua inglese: tale percorso può essere compiuto poiché le parole vengono adeguatamente presentate nel loro uso corrente e – fatto altrettanto importante – contestualizzandole, cioè inserendole in frasi compiute che mettono in evidenza il loro funzionamento in tutte le dimensioni (fonologiche, morfosintattiche, semantiche, pragmatiche, culturali); inoltre, poiché il dizionario è rivolto a un utente ben definito – un giovane studente di lingua madre italiana –, domina un’ottica contrastiva, che continuamente pone a confronto le lingue inglese e italiana al fine di correggere sul nascere gli errori tipici degli studenti italiani sviluppandone al massimo le capacità comunicative. Sul fondamento di tali riferimenti metodologici – il primato della lingua d’uso corrente, il concetto di contestualità, l’ottica contrastiva – e senza dimenticare la continua esposizione alla lingua inglese cui sono soggetti i giovani della nostra società, il DAI si propone ai genitori, agli insegnanti e agli alunni della scuola di base italiana come primo passo perché un impiego adeguato della lingua inglese entri a far parte del bagaglio formativo degli studenti.

 
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